Miopia nei giovani: cosa sta succedendo davvero, perché fa paura e cosa possiamo fare oggi
C'è una parola che negli ultimi anni si sente sempre più spesso negli studi oculistici, nelle ottiche, nei corridoi delle scuole elementari e alle riunioni di classe dei genitori.
Quella parola è miopia.
E non se ne parla di più per caso. Se ne parla di più perché i numeri stanno diventando difficili da ignorare — e perché qualcosa, nel modo in cui i nostri ragazzi vivono, sta cambiando la salute dei loro occhi in modo profondo e rapido.
In questo articolo ti spieghiamo cosa dice la scienza, cosa è cambiato negli ultimi anni, e soprattutto cosa si può fare — da genitore, da ragazzo, da professionista della salute visiva.
Prima cosa: i numeri, perché sono davvero impressionanti
Partiamo dai dati, perché parlano da soli.
Negli ultimi trent'anni, la percentuale di bambini e ragazzi miopi nel mondo è più che triplicata: dal 24% registrato negli anni Novanta al 36% rilevato tra il 2020 e il 2023. Gli adolescenti sono i più colpiti, con un tasso che ha raggiunto il 54% negli ultimi rilevamenti globali.
Le proiezioni per il futuro non sono rassicuranti: se questo trend continua senza interventi significativi, entro il 2050 la percentuale di bambini e adolescenti miopi nel mondo potrebbe raggiungere il 40%, per un totale stimato di oltre 740 milioni di casi.
In Italia la situazione non è diversa. Come ha sottolineato Maurizio Veroli, AD di Hoya Vision Care Italia, durante MIDO 2026: oltre 2 milioni di giovani tra i 5 e i 19 anni sono già miopi, e di questi circa 1,7 milioni presentano una miopia in progressione attiva. Il dato che preoccupa di più? Solo il 10% di questi ragazzi è attualmente inserito in un percorso specifico di gestione. Il 90% non riceve altro che una correzione classica — occhiali o lenti a contatto — senza nessun tentativo di rallentare il peggioramento.
Ma la miopia non era "solo" vedere male da lontano?
Questa è la domanda che molti genitori fanno. E fino a qualche anno fa, era una domanda ragionevole.
La miopia lieve, correggibile con un paio di occhiali, era considerata quasi una variante normale dello sviluppo. Un po' scomoda, ma non pericolosa. La "miopia romantica", come la chiamavano — quella del ragazzo pensieroso con gli occhiali spessi.
Quella visione del problema è definitivamente superata.
La scienza oggi ci dice che la miopia non è solo un difetto refrattivo: è una condizione oculare patologica che, quando progredisce senza essere controllata, aumenta in modo significativo il rischio di sviluppare, in età adulta, complicazioni serie:
- Distacco della retina
- Glaucoma
- Cataratta precoce
- Degenerazione maculare miopica
Il rischio aumenta progressivamente con ogni diottria in più. E poiché la miopia tende a progredire più rapidamente nei bambini piccoli — proprio quando l'occhio è ancora in crescita — l'età in cui inizia fa molta differenza. Un bambino che sviluppa la miopia a 6 anni ha davanti a sé anni di potenziale peggioramento. Intervenire presto significa ridurre il punto di arrivo finale, e con esso il rischio di complicazioni future.
Perché i bambini di oggi diventano miopi prima e di più?
La domanda che tutti si fanno. E la risposta, come spesso accade, è più sfumata di quanto si pensi.
Il ruolo degli schermi: c'entra, ma non è tutto
Sì, l'uso dei dispositivi digitali è uno dei fattori in gioco. Quando guardiamo uno schermo ravvicinato per ore, i muscoli oculari restano in uno stato di tensione prolungata. I nostri occhi sono progettati per alternare visione vicina e lontana — e questa alternanza diventa sempre più rara nella vita quotidiana dei ragazzi di oggi.
Ma la ricerca più recente ci dice una cosa interessante: il problema non è solo lo schermo. È dove lo guardiamo.
Uno studio del 2026 ha evidenziato un meccanismo fisiologico cruciale: in ambienti chiusi e poco illuminati, quando la pupilla si restringe per la messa a fuoco ma la luce disponibile è scarsa, la retina riceve segnali neurali più deboli. Questo potrebbe indurre l'occhio ad allungarsi progressivamente — e l'allungamento del bulbo oculare è esattamente il meccanismo alla base della miopia.
La luce naturale: il fattore protettivo che stiamo dimenticando
Qui sta il punto forse più importante, e anche il meno intuitivo: la luce solare non è solo piacevole per gli occhi — è un segnale biologico fondamentale per la loro crescita corretta.
Quando la retina è esposta alla luce naturale intensa, produce dopamina. Questo neurotrasmettitore agisce come un segnale di stop per la crescita del bulbo oculare, aiutando a mantenerne le dimensioni nella norma. Senza abbastanza luce naturale, questo meccanismo di regolazione si indebolisce.
I dati sono chiari: almeno 2 ore al giorno trascorse all'aperto si associano a un rischio significativamente ridotto di sviluppare la miopia, indipendentemente dal tempo trascorso sugli schermi.
Non è una coincidenza che la miopia sia esplosa nelle generazioni cresciute tra appartamenti, scuole al chiuso, pomeriggi sui tablet e rarissimi momenti di gioco libero all'esterno.
La genetica: c'entra anche quella
Non va dimenticato il fattore ereditario. Se uno o entrambi i genitori sono miopi, il rischio del figlio aumenta in modo significativo. Ma la genetica da sola non spiega la velocità e la portata del fenomeno che stiamo osservando. L'ambiente ha chiaramente un ruolo decisivo — e questo è, in un certo senso, una buona notizia: significa che possiamo agire.
Cosa si fa oggi per rallentare la progressione: le soluzioni disponibili nel 2026
Questa è la parte dove le cose si fanno davvero interessanti — e dove la scienza ha fatto passi enormi negli ultimi anni.
Fino a non molto tempo fa, le opzioni erano limitate. Occhiali monofocali, qualche sperimentazione con l'atropina, e poco altro. Oggi lo scenario è completamente diverso.
Le lenti oftalmiche per il controllo miopico
La vera rivoluzione degli ultimi anni nel campo dell'ottica. Non sono occhiali normali: sono lenti progettate specificamente per correggere la vista e rallentare la progressione della miopia nello stesso tempo.
Il meccanismo si chiama defocus miopico periferico: la lente crea migliaia di micro-zone di messa a fuoco che inviano all'occhio un segnale ottico per rallentarne la crescita. Il risultato è che il bambino vede bene, come con un occhiale normale, ma il suo occhio rallenta il peggioramento.
Le due lenti più studiate e documentate al mondo sono:
- Stellest di Essilor (tecnologia HALT): i dati clinici mostrano una riduzione della progressione miopica fino al 71% e dell'allungamento assiale fino al 67%. Approvata nel 2025 come prima lente oftalmica specificamente autorizzata per il controllo della miopia.
- MiYOSMART di Hoya (tecnologia D.I.M.S.): supportata da oltre 100 pubblicazioni scientifiche. A MIDO 2026 è stata presentata la nuova versione MiYOSMART iQ, con Triple Enhanced Design. I dati preliminari a 6 mesi presentati al congresso internazionale APAO 2026 mostrano risultati straordinari: i bambini dai 4 ai 12 anni che la indossano in media non hanno mostrato progressione miopica nel periodo di osservazione.
L'ortocheratologia notturna
Un approccio diverso, affascinante: lenti a contatto rigide gas-permeabili da indossare durante la notte. Durante il sonno, rimodellano temporaneamente la curvatura della cornea, permettendo di vedere bene durante il giorno senza alcuna correzione — e rallentando nel frattempo la progressione miopica. Un'ottima opzione per i bambini più grandi e per chi pratica sport.
Le lenti a contatto MiSight di CooperVision
Lenti a contatto morbide giornaliere progettate per i bambini, con la tecnologia ActivControl™. Correggono la visione e rallentano la progressione. Particolarmente indicate per chi non vuole o non può portare gli occhiali — magari durante le attività sportive.
Il collirio all'atropina: arriva in Italia la prima versione approvata
Questa è la novità più recente e più significativa sul fronte farmacologico.
Ad aprile 2026, è diventato disponibile in Italia l'atropina solfato 0,01% — il primo farmaco approvato dalla Commissione Europea specificamente per rallentare la progressione della miopia nei bambini. Si tratta di un collirio che si somministra una volta al giorno prima di dormire.
Può essere prescritto nei bambini dai 3 ai 14 anni con una progressione pari o superiore a 0,5 diottrie all'anno e una miopia tra -0,5 e -6,0 diottrie. Lo studio clinico di fase 3 che ne ha supportato l'approvazione ha dimostrato una riduzione significativa della progressione annuale, con un profilo di sicurezza favorevole.
Fino ad oggi i pazienti ricorrevano a formulazioni galeniche — preparazioni individuali non standardizzate. La disponibilità di un prodotto industriale registrato e approvato rappresenta, come ha commentato Santen, "un cambio di paradigma" nella gestione della miopia pediatrica.
Il ruolo del professionista della visione: perché è centrale
Torniamo al dato che abbiamo citato allinizio: solo il 10% dei giovani miopi italiani è in un percorso specifico di gestione. Quel 90% restante porta semplicemente gli occhiali o le lenti, aspettando che la miopia faccia il suo corso.
Questo non è accettabile — e il settore lo sa. A MIDO 2026, uno dei temi dominanti è stato esattamente questo: il centro ottico come punto di riferimento per il controllo miopico, non solo per la correzione. Hoya ha presentato un intero ecosistema di strumenti e percorsi formativi per rafforzare il ruolo dell'ottico optometrista nella gestione attiva della miopia giovanile.
La sinergia tra ottico optometrista, oculista e, quando necessario, ortottista e pediatra è oggi riconosciuta come la modalità più efficace per prendere in carico un bambino miope. Non si tratta di uno specialista che lavora da solo: si tratta di un team con competenze complementari.
L'intelligenza artificiale sta entrando anche in questo campo: entro il 2026, i sistemi diagnostici basati su IA saranno sempre più presenti nelle pratiche optometristiche, permettendo diagnosi più precoci, monitoraggio continuo e personalizzazione dei protocolli di trattamento.
Cosa possono fare i genitori già da domani
Non è necessario aspettare che la miopia diventi un problema serio per agire.
Ecco le indicazioni più utili che la ricerca attuale ci offre:
Tempo all'aperto. Almeno due ore al giorno di esposizione alla luce naturale. Non deve necessariamente essere sport organizzato: gioco libero all'aperto, passeggiate, qualsiasi cosa che porti il bambino fuori. Questo da solo è uno dei fattori protettivi più documentati.
Regola del 20-20-20. Ogni 20 minuti di lavoro vicino (lettura, schermo, studio), fare una pausa di 20 secondi guardando qualcosa a 6 metri di distanza. Aiuta a rilassare la muscolatura oculare e riduce l'affaticamento visivo.
Distanza corretta dagli schermi e dai libri. Almeno 30-40 cm, con una buona illuminazione dell'ambiente. Schermi in penombra o in posizioni scomode stressano l'occhio molto più di quanto si pensi.
Visite periodiche dall'ottico e dall'oculista. Soprattutto se c'è familiarità con la miopia. I bambini spesso non percepiscono il peggioramento graduale della vista — non sanno che "vedere sfocato da lontano" non è normale. Solo un controllo professionale può rilevarlo in tempo.
Non aspettare i sintomi evidenti. Il bambino che si avvicina alla tv, che strizza gli occhi per leggere la lavagna, che tiene il libro troppo vicino al naso: sono segnali da non sottovalutare. Prima si interviene, migliori sono i risultati a lungo termine.
Una nota finale: la miopia non è una condanna
Abbiamo detto molte cose serie in questo articolo, e alcune sono effettivamente preoccupanti. Ma vogliamo chiudere con un messaggio di prospettiva.
La miopia è in aumento. I rischi a lungo termine di una miopia alta non gestita sono reali. Ma gli strumenti per intervenire — e per farlo bene — non sono mai stati così efficaci come oggi.
Lenti che rallentano la progressione del 70%. Un farmaco approvato per i bambini dai 3 anni. Tecnologie ottiche sempre più sofisticate. Professionisti della visione sempre più formati e attrezzati.
Il problema non è più la mancanza di soluzioni. È la mancanza di consapevolezza — dei genitori, dei pediatri, degli stessi ragazzi — che quelle soluzioni esistono e che fare qualcosa è molto meglio di non fare niente.
Se hai un figlio che porta gli occhiali, o che ha difficoltà a vedere da lontano, parla con il tuo ottico di fiducia. Non per cambiare la montatura. Per capire se la sua miopia sta progredendo, a che velocità, e cosa si può fare per rallentarla.
È una conversazione che vale davvero la pena avere.
Vuoi sapere se tuo figlio è candidato a un percorso di controllo miopico? Prenota una visita nel nostro centro: valutiamo la situazione visiva in modo completo e ti aiutiamo a capire quali opzioni sono più adatte alla sua età e alle sue abitudini.
Articolo redatto per il blog aziendale | Sezione: Salute Visiva | Maggio 2026





